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Venerdì Santo

Partecipare alla processione del Venerdì Santo in Gromo è fare una scoperta straordinaria di coinvolgimento di tutta la Comunità. Vecchi, giovani e ragazzi sono impegnati per mettere in moto la stupenda coreografia della crocifissione di Cristo. La celebrazione culmina nella funzione della sera, con la predica della Passione di Gesù, seguita dalla processione notturna nella quale si porta la statua di Cristo Morto, accompagnata dal mesto suono della Banda Musicale lungo la via principale del Paese che ha finestre, terrazze e muri parati. Sui prati principali e sui sassi del fiume Serio vengono accesi piccoli falò fatti di stracci imbevuti di olio cotto; le finestre si illuminano con gusci di lumaca pieni di olio e grasso, oggi talvolta sostituiti da lumini di cera e lampadine. Un grande Crocifisso del '500 apre questa processione che si ripete da data immemorabile. E mentre la fiumana di gente sale silenziosa sul versante della Sponda, ecco i sei Crocifissi e gli otto simboli della passione precedere la Statua del Cristo morto portato dai trentatreenni.

Il Venerdì Santo, come vuole la tradizione, a Gromo si mangia soltanto "Maiasa", una specialità gastronomica veramente singolare a base di prodotti tipici locali. Si tratta di una specie di torta a base di farina gialla, cipolle, fichi secchi e mele, condita con olio e cotta nel forno. Mangiare la "Maiasa" significa annunciare, secondo la tradizione di Gromo, che la Quaresima è finita.

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