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9 Da Valgoglio alla Valsanguigno

 

Tempo di percorrenza: 2h

Partenza: Valgoglio, a 930 metri

Arrivo: Baita Vecchia di Sotto, a 1412 metri

Attrezzatura: Media montagna

Dislivello: 582 metri, sentiero con segnavia CAI 232

Difficoltà: Percorso facile, prestare attenzione là dove la mulattiera sfiora le cascate del torrente Sanguigno. Note: Acqua da bere a Valgoglio e al rifugio Gianpace.

 

Lasciamo l’auto in paese a Valgoglio. La prima parte della camminata segue la strada carrozzabile in parte riservata ai mezzi che lavorano per la centrale Enel di Aviasco. Dalla piazzetta di Valgoglio si arriva alla centrale in 20 minuti di cammino lungo la strada asfaltata che, dopo uno strappo iniziale, diventa pianeggiante. La centrale di Aviasco rappresenta un piccolo capolavoro di archittettura industriale dei primi del Novecento. Scendiamo sotto la centrale seguendo le indicazioni e superiamo, grazie ad un ponticello, il torrente Goglio. Il sentiero sale poi ripidamente in mezzo al bosco per un quarto d’ora. Sfiora la stalla del Sersen fino ad incrociare una mulattiera che pure parte dalla centrale di Aviasco, ma che sale lungo la sponda opposta del torrente. Dal punto di ricongiungimento la mulattiera sale sul fianco del monte, mantenendo sulla destra la Corna Rossa, mentre alla nostra sinistra scorre impetuoso il torrente Sanguigno. La salita va a strappi, con dei momenti di forte pendenza. Lo spettacolo offerto dal torrente Sanguigno è suggestivo. L’acqua scende a balzi formando piscine trasparenti di azzurro e celeste. Si resta incantati per minuti ad ammirare i salti dell’acqua e le “marmitte” perfettamente levigate e frequenti lungo il torrente. Dopo un’ora di cammino ci troviamo alla sommità delle cascatelle. La mulattiera ora continua nel bosco di faggi mantenendosi parallela al Sanguigno fino ad arrivare ad un ponticello che scavalca il torrente. Al di là, sopra un poggio il rifugio Gianpace, già “Baita Nuova dei Preti”. In questo punto si effettua il congiungimento del sentiero che arriva da Novazza. Il nostro sentiero sale in mezzo al pascolo, gira intorno ad un cumulo di minerale di barite, ricavato da una miniera mai sfruttata. Si prosegue ora in piano sfiorando il torrente in un’altra zona di grande suggestività. A questo punto un bivio: si prosegue a sinistra e in pochi minuti siamo alla Baita Vecchia di Sotto, affiancata da una piccola costruzione utilizzata come deposito materiali. Qui nella stagione estiva salgono i mandriani. La montagna che ci sta di fronte a Nord - Ovest è rivestita di pini mughi, rododendri e cespuglietti di mirtillo. Si ritorna a valle lungo la strada percorsa in salita. Con possibilità comunque di dirigersi anche verso Novazza dal ponticello sul Sanguigno.

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