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La geologia

 

Le montagne di Gromo fanno parte delle Orobie (Prealpi), ma secondo la più rigorosa annotazione geologica esse appartengono alle Alpi Meridionali. E qualcuno potrebbe dire, senza sbagliare, che qui ci troviamo in Africa perché questo territorio, a Sud della Valtellina, è proprio un lembo della grande “placca” continentale africana che, scontrandosi con quella euroasiatica circa ottanta milioni di anni fa, fece sorgere la catena alpina.

Guardando con attenzione le sagome dei rilievi montuosi e i colori delle rocce, non è difficile notare che a Gromo la valle dei Molini, quella che scende dagli Spiazzi a Pranzera, segna un passaggio netto tra le rocce vulcano-sedimentarie paleozoiche rosse e grigio-verdi scure (Permiano) e quelle calcaree biancastre del Triassico (Anisico - Ladinico); una grande faglia, una spaccatura antichissima e profondissima della crosta terrestre, determina questo passaggio così netto. Giungendo a Gromo è sufficiente buttare uno sguardo sulla propria destra per vedere al di là del fiume questo cambiamento segnato da una fascia di “sabbia” giallastra tra le rupi di Cornalta e il bosco che sale a Boario. Questo territorio è dunque caratterizzato da una grande varietà di rocce e da ricchezza di forme geologiche. Quelle del carsismo sono veramente notevoli, sia che si intendano le forme superficiali come le “doline” o i “campi solcati”, sia che si parli di quelle ipogee cioè delle “grotte”.

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